cos'è

Triangoloisoscele è un’idea che scaturisce dalla concezione del disegno come affinamento finale del progetto della bellezza. La bellezza dell’oggetto è ricercata nelle forme geometriche primarie, a cui si ricorre per la sua composizione e il design è quell’elemento che deve raccordare ed equilibrare quelle componenti di estetica e funzionalità che esprimono il senso visivo dell’espressione del pensiero che si trova dietro alla sua creazione.

Triangoloisoscele è un processo formativo che partendo dalla convinzione che né la funzionalità né l’estetica, prese singolarmente sono tutto o anche la principale delle componenti della bellezza, si esprime anche sacrificando una parte dell’una rispetto all’altra, cercando di rimanere sempre fedele alla sua essenza progenitrice.

Per far questo, nei casi possibili, privilegia sistemi di ancoraggio di accessori e componentistica che richiamano processi di meccanica, attività simbolo dell’ingegno umano, che istintivamente possono non sembrare spontanei o idonei in certe applicazioni, ma che proprio nella loro manifesta semplicità intrinseca traggono quel valore che elimina qualsiasi senso di artificiosità apparente.

Triangoloisoscele è forma fatta spazio, utilizza il tratto per indicare una ricerca di purezza credendo nel valore estetico, trae fiducia nel processo compositivo svolto, che alimenta la sua forza attingendo ispirazione costante dai modelli formali e che vuole pervenire ad un linguaggio, a sua volta formale, che miri a rompere con gli schemi.

Triangoloisoscele è un marchio che vuole concretizzare questo pensiero astratto in sentimento riconoscibile, per questo adotta una denominazione essenziale che si finalizza in un segno grafico che riconduce al percorso intellettivo da cui si è generato fino alla forma che lo definisce.

Nel XVIII secolo Eugène Viollet-Leduc affermava: “Le proporzioni per essere di effetto gradevole devono basarsi su rapporti triangolari: in particolare sul triangolo isoscele”.

INGLESE

Triangoloisoscele is an idea coming from the concept of design as the final refinement of the project of beauty. The object beauty is pursued in the primary geometric forms used for its composition. The design is the element needed to connect and balance the aesthetical functional components that reveal the visual sense expressed by the intention behind its creation.

Triangoloisoscele is a developing process that believes that neither functionality nor aesthetics – if considered separately – are the most important thing or even the main component of beauty. It is also expressed giving up one of the two elements always trying to be faithful to its parent essence.

That is why, whenever possible, it privileges the systems of anchorage of accessories and components recalling the processes of mechanics, the emblematic human activity, which instinctively may not appear spontaneous or appropriate in certain applications, but their evident intrinsic simplicity gives them the value that removes any sense of apparent unnaturalness.

Triangoloisoscele form becoming space. It uses the line to indicate a search for purity believing in the aesthetic value. It is fed by the composition process that fuels its strength deriving its constant inspiration from the formal models and wants to join a formal language aimed at breaking the rules.

Triangoloisoscele is a brand aimed at giving form to this abstract thought into a recognisable feeling. For this reason it adopts an essential designation that takes the shape of a graphic sign and brings back the generating intellectual path up to the form that defines it.

In the XVIII century Eugène Viollet-Leduc said: “To have a pleasant effect proportions need to be based upon triangular relations: namely the isosceles triangle”.

FRANCESE

Triangoloisoscele est une idée qui jaillit de la conception du design comme l’affinement final du projet de la beauté. La beauté de l’objet est recherchée dans les formes géométriques primaires, auxquelles on recourt pour sa composition et le design est cet élément-là qui doit raccorder et équilibrer les composantes d’esthétique et de fonctionnalité qui expriment le sens visuel de l’expression de la pensée qui se trouve derrière sa création.

Triangoloisoscele est un processus formatif qui, en partant de la conviction que ni la fonctionnalité ni l’esthétique, individuellement prises, sont tout ou me^me la principale des composantes de la beauté, s’exprime aussi en sacrifiant une partie de l’une par rapport à l’autre, en cherchant de rester toujours fidèle à son essence primaire.

Pour faire ça, dans les cas possibles, il privilège les systèmes d’ancrage d’accessoires et d’éléments de composantes qui se reportent à processus de mécanique, activité symbole de l’intelligence humaine, qui instinctivement peuvent ne pas sembler spontanés ou appropriés dans certaines applications, mais qui justement dans leur évidente simplicité intrinsèque tirent la valeur qui élimine n’importe quel sensation de caractère artificiel apparente.

Triangoloisoscele est la forme faite espace, il utilise le trait pour indiquer une recherche de pureté en croyant en la valeur esthétique, il trait fidélité dans le processus composant développé, qui alimente sa force en puisant une constante inspiration des modèles formels et qui veut parvenir à un langage, à son tour formel, qui vise à rompre avec les schémas.

Triangoloisoscele est une marque qui veut concrétiser cette pensée abstraite en sentiment reconnaissable, pour ça il adopte une dénomination essentielle qui se finalise dans un signe graphique qui reconduit au parcours de l’intellect par lequel il s’est engendré jusqu’à la forme qui le définit.

En XVIII siècle, Eugène Viollet-Leduc affirmait: “Les proportions pour e^tre d’effet agréable doivent se fonder sur des rapports triangulaires: en particulier sur le triangle isocèle”.

MASSIMO ANGELONI inizia la sua attività di ricerca fotografica in età molto giovanile, negli anni del liceo, cogliendo le opportunità di inserimento in iniziative culturali offerte dal periodo studentesco. Questa prima attività è rivolta alla scoperta e all’evidenziazione di particolari e spazi degli ambienti quotidiani che si possono definire più minuti, ma che riescono a conservare una loro definizione e stabilità in virtù di una particolare prospettiva di ripresa.

E’ proprio in una occasione di iniziativa culturale liceale degli studenti di fine corso che ha l’opportunità di esporre in pubblico queste sue prime immagini realizzate.

L’approccio verso una fotografia studiata e ricercata nei particolari compositivi è stato sempre un filo conduttore specifico della sua ricerca artistica, ritenuta con convinzione la modalità più diretta e sincera per comunicare emozioni, tipica del “mezzo espressivo più reale e vivo a disposizione dell’uomo, dopo la parola”. Questo stilema compare sempre, in modo più o meno pronunciato, nei suoi percorsi espositivi, nell’intento di aggiungere una componente marcatamente emotiva, oltre a quella già insita nella rappresentazione fotografica del momento reale catturato, “con la speranza di trasmettere sensazioni anche in modo più completo e diretto di quanto, a volte, la parola riesca a fare”.

Negli anni ’79-’80 realizza le prime esposizioni personali nella provincia di Rieti, in occasione di manifestazioni culturali estive, presentando serie di immagini di reportage urbano e di interesse sociale, non tralasciando già le componenti di ricerca e studio dell’immagine affiancate a quella dell’immediatezza.

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