foto d'essai

“La fotografia istituisce un itinerario emotivo con il quale,
attraverso la sua percezione, viene consentito alle idee
di avere una loro specifica forma, concretizzando l’invisibile.
Fotografare è ostinarsi a guardare… i pensieri.”

mostre

1983 – ROMA Galleria MASTAI – STUDIO ’72: “Riflessi e riflessioni”

Esposizione che presenta in maniera preponderante la ricerca del raffronto fra fotografia “immediata” e fotografia “ragionata”, basata sul totale utilizzo del bianco e nero.

1985 – ROMA Galleria MANIERI: “Ultimi frammenti”

Frammenti di oggetti e luoghi ricercati in ambienti e situazioni apparentemente stereotipati, ma colti e raccolti in immagini malinconiche e prospetticamente rappresentati secondo l’influenza subita dal fluire del tempo.

1992 – ROMA Galleria CENTRO RICERCHE ARTISTICHE CANCELLERIA: “Contrapposizioni con trasposizioni”

Percorso espositivo improntato sulla continua ricerca di evidenziazione della caratteristica fotografica di evocare emozioni, sia attraverso riproduzioni di una realtà marginale e inconsueta, sia attraverso una realtà volutamente composta che comunque rivela un’oggettività pronta da percepire. L’insieme delle immagini è anche caratterizzato dalla totale assenza visiva dell’elemento uomo, ma sempre avvertibile come principale impronta in un mondo mutevole dal tempo.

2001 – ROMA Galleria SPAZIO VISIVO: “Orme disperse”

Ricerca e percorso comunicativo esclusivamente improntati sulla presentazione di una fotografia “concettuale”, pensata e rappresentata in modo che essa sia percepita come immagine del paesaggio mentale dell’individuo, cercando di suscitare emozioni attraverso la capacità di creare e riprodurre particolari atmosfere orchestrando gli elementi compositivi dell’immagine.

2006 – ANGUILLARA S. (ROMA) Galleria GIORGIO MIGLIARDI: “Frammenti di sogni”

Con il patrocinio del Comune di Anguillara S.

Le immagini del percorso espositivo sono tutte legate dall’elemento geografico e naturale “lago”, sulle cui rive è ubicata la città ospitante l’esposizione. E’ proprio l’elemento lago, inteso come distesa profonda di acqua, ad essere utilizzato per l’ambientazione delle immagini, non come componente paesaggistica, ma come fattore di stimolo del processo riflessivo, comune denominatore delle fotografie, legato sempre sia ad un aspetto semantico, in quanto espressione del reale, sia ad uno sintattico, in quanto legato alla logica del messaggio che vuole trasmettere.

2010 – MOROLO (FR) SALA COMUNALE: “La disciplina della terra”

Con il patrocinio del Comune di Morolo e della Regione Lazio

Ricerca fotografica rivolta al cogliere i segni della presenza dell’uomo e del suo passaggio nei meandri più evidenti, ma allo stesso tempo più nascosti, del territorio che lo ospita e di cui esso conserva la traccia indelebile di appartenenza. L’uso totale del colore, il contrasto cromatico pronunciato colto nella sua più spontanea naturalezza, la riproduzione delle forme naturali, del senso geometrico dei segni lasciati dalle varie forme di passaggio e di presenza dell’uomo mirano alla assoluta concezione del suo senso di appartenenza e di integrazione ad una disciplina superiore che trova nella terra, intesa come territorio e come genesi planetaria, la definitiva allocazione universale. L’insieme del percorso vuole essere prova tangibile dell’importanza del processo intuitivo, essenziale a raggiungere la creatività, che si cela dietro l’obiettivo del mezzo fotografico e della ripresa della realtà emozionale che esso consente.

2015 – ROMA Galleria SPAZIO CIMA: “Convivenze parallele”

Il punto di origine del progetto espositivo risiede nella riflessione sulla coscienza personale e sulla sua introspezione che conduce, attraverso vari aspetti, all’analisi della realtà in cui viviamo. Attraverso questa coscienza si sollecitano emozioni che formano il nostro io, la fotografia vuole e può rappresentare queste emozioni e, con esse, molto del proprio io di ogni individuo. A seguito di questo intento, si susseguono immagini di ripresa immediata o riflettuta, ma sempre immancabilmente immerse nella viva realtà che compone il senso delle cose e quindi della nostra esistenza. Per mezzo di queste convivenze parallele fra istinto e riflessione, sentimento e concetto, si materializzano emozioni sotto forma di immagini, in cui, più volte ricorrente, è la presenza di un’immagine nell’immagine, nella ricerca di stimolare l’inseguimento dell’istante passato ma non per questo definitivamente perduto; la fotografia non deve solo riprodurre l’istante vissuto catturandolo, ma deve interpretarlo nel visibile, attribuendogli un senso, anche quando si trova nella dimensione dell’invisibile della nostra coscienza.

2023 – ROMA Medina Art Gallery: “Lo specchio dei pensieri”

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